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LA
LEGGENDA DEL RAGGIO DI SOLE…
Secondo
la leggenda, la città ernica nacque da un raggio di
sole. La maggior parte delle notizie sull’origine di
Alatri è un po’ meno misteriosa grazie agli studi
di don Giuseppe Capone, riportati nel libro La Progenie Hetea,
del 1982. Probabile è che gli Hetei fossero gli Ittiti
della Mesopotamia, che hanno raggiunto l’Italia lasciandosi
dietro una serie di costruzioni del tutto simili all’Acropoli
di Alatri. Non si conosce la data esatta della costruzione
della città, ma il 21 giugno ed il raggio di sole hanno
un’attinenza precisa. Infatti, la città fu costruita
con precisione millimetrica, basandosi sul percorso del primo
raggio di sole del 21 giugno (solstizio d’estate). In
quella data il sole sorge nell’angolo nord-est del muro
orientale dell’Acropoli. Dopo questo giorno il sole
si sposta ogni giorno più a Sud fino al 21 dicembre,
data in cui raggiunge l’angolo più a Sud della
stessa parete. C’è da perdere la testa a seguire
tutte le precisissime misure che collegano l’Acropoli
alle varie porte e portelle che circondano la città.
I numeri riportati da don Capone, sono tutti divisibili per
nove. Un’ altra caratteristica particolare è
la forma della cinta muraria, costruita riprendendo a modello
la costellazione dei Gemelli.
La mattina del 21 giugno, sull’Acropoli, è facile
incontrare appassionati e amanti di Alatri che si recano a
vedere l’alba e lo spuntare del primo raggio di sole.
Molto suggestiva è la visione delle ombre che, proiettate
tutte su una stessa roccia, fanno tornare indietro nel tempo,
a quella mattina in cui Alatri ha visto i natali. L’imponente
roccia ciclopica dove convergono tutte le ombre è stata
definita omphalos, centro sacro, ove il “divino”
si congiunge con il “terrestre”.
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| LA
STORIA Posta
nel cuore della Ciociaria, lungo il tracciato della
Via Latina, Alatri vanta antichissime origini storiche.
Già nel V secolo importante centro degli Ernici,
lottò lungamente per la difesa della propria
indipendenza politica e territoriale. Elevata a Municipium
nel 90 D.C. fu dal VI secolo sede vescovile e centro
di una delle più antiche comunità monastiche
d’Occidente, sotto l’abate Servando. Della
decadenza del periodo barbarico, durante il quale subì
l’assedio e la distruzione per opera del re ostrogoto
Totila e l’invasione longobarda, Alatri rifiorì
nell’età comunale. La conquista delle libertà
comunali rinverdì la secolare fedeltà
al papa, la cui protezione fu vantaggiosa negli anni
successivi, quando la città dovette sopportare
l’arrogante baronìa di Francesco da Ceccano
(1324), la signorìa durazzesca (1408-1414) e
viscontea (1434), nonché l’umiliante dominio
spagnolo (1556). Persino la proclamazione della Repubblica
Romana e la parentesi napoleonica non modificarono l’atteggiamento
di soggezione alla Chiesa di Roma, fino al 1870, quando
Alatri legò la propria storia, definitivamente,
a quella dell’Italia unita. Durante i due conflitti
mondiali, la città ha partecipato alle imprese
belliche sacrificando tanti suoi figli. Gli anni del
regime fascista si rivelarono particolarmente duri,
soprattutto a carattere culturale a causa della violenta
repressione della libertà politica. L’occupazione
tedesca ebbe fine nel giugno 1944 con un pesante bilancio
di vittime, distruzione di numerose abitazioni civili
e rovina di importanti complessi monumentali.
Dall’immediato dopoguerra, il rapido processo
di ricostruzione politica e sociale, accrebbe non poco
l’efficienza dei servizi e delle strutture cittadine,
cui si affiancò, quasi contemporaneamente, un
progressivo incremento demografico ed edilizio, tale
da determinare l’espansione del nucleo abitato
oltre il tradizionale limite della cerchia muraria.
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| IL
CENTRO STORICO Racchiuso
dalle mura urbiche sulla sommità di un alto colle,
il centro di Alatri ricalca ancor oggi il complesso
e articolato impianto dell’antica città.
Il tessuto urbano è caratterizzato da un intrigato
dedalo viario, con strade medievali e vicoli pittoreschi,
che dalle porte cittadine conducono in salita all’imponente
rocca dell’Acropoli. Quest’ultima costituisce
il centro geografico della città, il nucleo attorno
al quale gravitano le antiche carcìe che dal
Medioevo dividono l’abitato sottostante in nove
rioni: Scurano, Valle, Colle, Fiorenza, Vineri, Spidini,
S.Lucia, S.Andrea e S.Simeone.
Tra i monumenti più importanti e caratteristici
di Alatri segnaliamo: la Collegiata di S.Maria Maggiore,
il Palazzo Gottifredo, il Palazzo dei conti Gentili,
la chiesa di S. Francesco (dove si conserva un mantello
donato dal Poverello di Assisi durante un suo passaggio),
la chiesa di S.Silvestro e la badia di S.Sebastiano.
Lungo il perimetro delle mura troviamo l’apprestamento
difensivo delle cinque porte di accesso: porta San Pietro,
porta San Benedetto, porta San Francesco, porta San
Nicola e porta Portati.
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| L'Acropoli
Costruzione
ciclopica di epoca preromana, rappresenta, insieme
alle mura urbiche, il monumento più antico
e celebrato della città. La sua struttura
di contenimento è caratterizzata da possenti
muraglie in opera poligonale e racchiude per intero
una vasta area sopraelevata (19.000 mq). Oltre
al parametro murario, sorprendente per la grandezza
dei massi impiegati e per l’elevazione raggiunta,
degne di ammirazione sono le due porte di accesso:
la Porta Maggiore, ubicata sul lato meridionale,
presenta un architrave monolitico di straordinarie
dimensioni e la Porta Minore, assai meno imponente,
ma di eguale suggestione. Non lontano dalla Porta
Maggiore si aprono sulla superficie muraria tre
nicchie quadrangolari. S’ipotizza che esse
abbiano potuto accogliere i simulacri delle divinità
tutelari, destinati a svolgere una simbolica funzione
protettrice. La singolare architettura dell’Acropoli
è un equilibrio di armonie e proporzioni
progettuali, che vanno ricercate mediante un rigoroso
calcolo matematico. Le misure che regolano il
rapporto tra l’altezza e la larghezza delle
due porte d’accesso, rispondono alla relazione
denominata sezione aurea. Dall’esame delle
proporzioni della Porta Maggiore è scaturito
che la misura della base è stata concepita
in rapporto aureo con l’altezza. Tale rapporto,
è confermato nella Porta Minore.
L’aspetto più rilevante dell’architettura
ciclopica, va quindi ricercato nell’insuperata
capacità di elaborazione tecnica e matematica.
Per la sua posizione dominante e per l’inaccessibilità
del luogo, l’Acropoli ha svolto fin dalle
origini la duplice funzione di spazio sacro e
di presidio difensivo. Allo stato attuale essa
conserva pressoché inalterata la solida
impostazione spaziale, dovuta in gran parte al
perfetto stato di conservazione del parametro
murario.
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